In Farewell to the gold il cantante folk Nic Jones racconta la storia di un cercatore d'oro deluso. Avendo trovato solo pochi granelli del prezioso metallo dopo ben due anni di ricerche, lo sfortunato rinuncia: "Addio all'oro / che non ho mai trovato. / Addio alle pepite / che da qualche parte abbondano. / Perché è solo nei sogni /che le vedo brillare / laggiù nella terra scura". Se leggo bene i presagi astrali, Sagittario, anche per te è ora di dire addio a una ricerca che non ha ingranato. Lo so, è triste. Ma prevedo un lieto fine: entro un mese da quando ti sarai arreso, comincerai una nuova ricerca con maggiori probabilità di successo.
Sì, credo di essere pronto. Le mie gambe ci sono e la situazione è serena, posso partire in pace. Non rimane che preparare lo zaino, sistemare la bici e andare. Venerdì sera prossima potrei essere qui. Tre giorni con altri due pazzi, tenda e bici. Ci sto pensando seriamente.
Non c'è mai fine al peggio, lo sospettavo. Emigro in sicilia a raccogliere pomodori o vado a fare il pastore in sardegna? mh, ci penso su. Nel frattempo mi consolerò con una chitarra nuova e la trilogia di Amado, che quella sì, aiuta sempre a vivere.
Dopo giornate passate con la lega, altre fuori da villa san martino ad arcore. Dopo pezzi insulsi e assolutamente inutili sul totoministri ho urgente necessità di vacanze. Volo via con cucciolo e mammaquasiperfetta al non mare di fdm, per adesso. abbasso la saracinesca e medito seriamente di cambiare lavoro prima die 40 anni. si accettano suggerimenti.
"Siamo il partito nuovo dei lavoratori. La sinistra ha scelto noi". Umberto Bossi, 14 aprile 2008 h. 22.34. Ieri ero triste, deluso, amareggiato, sconfortato. Dalle 15 ho atteso il risultato elettorale nel quartier generale della Lega, perché una cosa era certa: che il carroccio avrebbe preso parecchi voti. Ce lo aspettavamo, ma in cuor mio speravo che li rubasse al Pdl, di certo non a Bertinotti e co. Comunque parlare con maroni, castelli, calderoli, giorgetti, borghezio e doverne scrivere è stato un supplizio, ma è il mio lavoro. A un certo punto si è sentito un gran botto dall'atrio di via bellerio e un gran via vai di camice verdi, ho pensato: sì, le molotov. Invece no, niente: era solo uno che aveva sfondato il vetro di una porta perché non l'aveva vista. Vabbè. E quando ero quasi al pianto liberatorio, quando la prima lacrima bussava per uscire è arrivato il senatur a farci sorridere. Amaro. "La sinistra ha scelto noi". Già, è messa proprio male, la sinistra.
Ieri mattina ho accompagnato al "porto degli aerei", come lo chiama il cucciolo, mammaquasiperfetta e cucciolo che, insieme ad altre mamme e loro cuccioli, se ne sono andati una settimana al "mare coi coralli". Alle otto ho votato: il primo del mio seggio. Ho lasciato il telefonino, dato i documenti, ho votato, facendo attenzione a segnare la croce senza sbagliare, e ho infilato le due schede ciascuna nella rispettiva urna. E mi sono raccomandato, all'urna, le ho fatto forza, tra me e me le ho detto: "Se po fa". Andandomene mi sono girato e le ho fissate un attimo, più intensamente quella gialla, per il senato. Avrei voluto accarezzarla, darle forza, ma non potevo, c'era già altra gente. Sono un fottuto sentimentale, lo so.
Ecco la prima cosa che devi sapere sul tuo destino: "Tutto sta fiorendo nel modo più impulsivo. Se fossero voci invece di colori, ci sarebbe un chiasso incredibile nel cuore della notte". Questo messaggio è del poeta Rainer Maria Rilke. Ti consiglio inoltre di ascoltare una seconda perla di saggezza, questa volta di Vladimir Nabokov: "Io e te non siamo forse dèi? Lascia che tutta la vita sia un grido incontrollato. Libera l'estasi della vita. Tutto è fiore. Tutto è volo. Tutto è urlo. Risata. Corsa".
E' quasi finita. Questi sono i giorni più strani, gli ultimi: si devono tampinare notte e giorno Berlusconi, che da un momento all'altro potrebbe fare la sparata del secolo (come quella del meno tasse per tutti di anni fa, due giorni prima del voto), e Veltroni in attesa di un accesso d'ira: quell'uomo non può essere davvero così tranquillo e serafico. E stasera in piazza Duomo si avrà sentore reale del successo o meno di W J Veltroni al nord. In queste ultime settimane frequento più i miei colleghi che il mio cucciolo. Noi delle agenzie siamo una sorta di gruppo che si muove compatto; siamo quattro fissi, altri ogni tanto di rinforzo. Ma noi quattro ci vediamo sempre: dalla mattina, alla conferenza stampa del politico che si sveglia presto, alla notte, in qualche studio televisivo dove i vari politicanti si sfidano a singolar tenzone dell'etere. E ho scoperto che gli altri tre colleghi hanno tra i 50 e i 55 anni ma sembrano ragazzini, cristo. E così io ho deciso: entro i 40 devo trovare un lavoro vero, serio, "normale". Per me un 50enne è un uomo fatto e finito, mica uno che sembra un ragazzino, che cazzeggia con le addette stampa, che non reagisce di fronte alle sparate di bossi and fassino e tutti ce li metto tutti. Enno, a 50 anni io voglio e devo poter dire la mia a chiunque e sempre. Eccheccazzo. Quindi ho deciso: entro i 40 devo diventare grande e scegliermi un lavoro vero. Ecco.