“A noi della Lega di Berlusconi non ce ne frega niente. Vogliamo il nord libero e lo avremo, con le buone o con le cattive. Se Berlusconi va male? Meglio, così la base della lega finalmente farà la lotta di liberazione”.
Alzarsi presto di mattina, al lunedì, per cominciare la settimana con Umberto Bossi regala emozioni forti. E soprattutto grandi notizie. Ogni volta che lo incontro però mi fa sempre tristezza. Ma più di lui provo pena profonda per la sua addetta stampa che ogni volta che il senatur apre bocca, lei sgrana gli occhi al cielo. Ma non può fermare i registratori di noi, pennivendoli cinici e schifosi. E un po’ di pena la provo anche per noi, giornalisti. Noi “vecchi”, si fa per dire eh, oggi abbiamo fermato un “giovane” e nuovo collega: stava mettendo in bocca al povero Umberto un sacco di cialtronate. E così non si fa. L’uomo è malato e se non si rispetta l’uomo in sé almeno si abbia rispetto della malattia. E quindi la settimana è cominciata così, con un Bossi alieno e un neogiornalista stronzo. Liberate l’Umberto. Lasciatelo a casa, toglietegli la casacca della Lega, che la prenda Maroni, il suo da sempre fedele braccio destro, e dategli una camicia verde e un televisore, di fronte al quale appassire.