Babbo Imperfetto

sopravvivere felici tra cacche e biberon
lunedì, 31 marzo 2008

"Vinco io! No, tu no"

Elezioni, Berlusconi: "Vinceremo noi, Veltroni mistificatore". E' stata la prima cosa che ho sentito dire e scritto stamani. E dopo un comizio fiume di Berlusconi, con la solita fiera delle menzogne e vanità, mi ha chiamato il portavoce di Di Pietro: "Gli fai un'intervista?" Eccome no.. Poi sono corso al Corriere dove il berlusconi partecipava a una chat. Ora vado al Pd. Quanto manca al 13? Ho deciso che da stasera e fino al 12 aprile il mio telefonino farà orari d'ufficio: 9-13, 14-18.

Ps: durante il comizio un ragazzo ha gridato "buffone" a Berlusconi. Bene, ho pensato, qualche anima critica. In realtà ha aggiunto: "Non avrete il quarto posto": era solo un interista.

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categoria: politicamentarsi


giovedì, 27 marzo 2008

Oggi è così: "A chi ha paura e a chi sta nei guai"

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mercoledì, 26 marzo 2008

cautamente

aggiorno, cautamente, il blog, in questo giorno. Di mercoledì? Eccerto, che non è più martedì; è cambiato giorno e ogni giorno è un nuovo giorno e cautamente, con tanta cauta e poca mente, aggiorno. Ché è un nuovo giorno.

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categoria: cazzeggio


martedì, 25 marzo 2008

La saga "house"

Sarà martedì ok, ma sembra tanto lunedì. Cristo. Ora mi ha chiamato l'architetto: la casa nuova, che dovevano consegnare a settembre a me, mammaquasiperfetta, cucciolo e allegra famigliababboimperfetto,  sarà pronta non prima di dicembre. Da contratto dovevano consegnarmela a marzo 2008. Mi girano le palle, per due motivi. Primo: nel contratto non è prevista alcuna penale, quindi ora devo metterci un avvocato. Secondo, più importante: perché ho tuitti i miei libri chiusi negli scatoloni da almeno sei messi, causa precedente trasloco "temporaneo". I miei poveri adorati libri. Cristo.

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categoria: la casa, unpodime


martedì, 25 marzo 2008

di padre in figlio

Nel giardino della casa nuova del non mare di fdm ieri mattina c’era un po’ di neve. Tre giorni di riposo assoluto e cibo. Per conquistarmi i servigi dei sei ospiti, sabato sera ho preparato una cena da paura. Domenica e lunedì non ho alzato un dito e sono stato meritatamente coccolato da tutti i presenti. Il cucciolo sabato aveva la pancia a forma di cuoricino ma stamani, quel ruffiano che non è altro ha dovuto accattivarsi la madre:

“Papà io ti voglio bene ma ne voglio di più alla mamma”

Uff… paraculo

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categoria: il peso della paternità


venerdì, 21 marzo 2008

Bignardi? Fuck..

Ero lì alle 14 e 03 minuti pronto per partire. Via con cucciolo, mammaquasiperfetta, ziaprofe e altra allegra gentaglia in direzione casa del non mare di Fdm quando un numero sconosciuto s'impone nella mia esistenza. Io lo so: non si risponde mai ai numeri sconosciuti, soprattutto quando si è liberi. Ma la curiosità è sempre forte, e vince. E il portavoce di Veltroni mi ha gentilmente invitato alle Invasioni barbariche dove stasera l'ex sindaco de Roma "scontra" la Bignardi. Sto cercando qualche collega da mandare al posto mio. Io vado al non mare di Fdm, in culo a Veltroni e alla Bignardi.

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categoria: week end, politicamentarsi


lunedì, 17 marzo 2008

Veltroni? Yes, we can: se po fa

A me la politica piace. Lo ammetto. Non a caso faccio questo lavoro. E sono fortunato, posso guardarla da dentro ma senza sporcarmi. Da osservatore cosiddetto privilegiato. Per questo, nei periodi di campagna elettorale, sono guardingo con i giornali, con la tv: cerco di non farmi prendere troppo. La mazzetta di quotidiani sulla scrivania non deve sapere che la bramo. Così, giro circospetto e agguanto il corriere con fare disinvolto partendo dalla politica estera e avvicinandomi con calma a quella nazionale. Repubblica la apro sugli spettacoli. Ma poi immancabilmente divoro le pagine politiche. E purtroppo anche questa volta ci sono cascato: da giovedì scorso sono nel vortice. Berlusconi, Bertinotti, Fini, La Russa, Bossi, Casini, Veltroni, non perdo neanche un appuntamento. Mi sono fatto da Bergamo a Brescia via Savona, con tappa a Trieste passando da Milano e puntatine (quattro in due giorni) a Cernobbio. E con i colleghi discuto, commento, scrivo, titolo, mi informo. E soprattutto mi faccio delle domande. E ce n’è una alla quale non riesco a trovare una risposta: ma Veltroni merita davvero? A stargli vicino, sentirlo parlare, scoprirlo, vederlo nella quotidianità, come ho visto Berlusconi e gli altri, mi viene da rispondere che sì, Veltroni forse merita davvero. Veltroni forse rappresenta realmente una novità, una possibilità per una svolta concreta al paese. Questa è la mia opinione, solo la mia opinione. E quindi dico: Veltroni? Yes, we can; se po fa.
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categoria: politicamentarsi


giovedì, 13 marzo 2008

Andata e ritorno in 101

Ieri sono stato in gita. Ho preso la macchina e via, via, via. Avrei voluto andare al mare ma alla fine mi sono fermato tra Milano e il mare, ma ho scoperto che ci sono dei parchi bellissimi e che in fondo anche il Po non è poi così brutto. Sul fatto che alcune persone sono schifosamente straordinarie bé, su questo, non avevo dubbi e ne ho avuto conferma. Anche se le leggende metropolitane vanno conosciute, a prescindere.
Stamani ho messo le mani sul Dvd “La carica dei 101”. Finalmente è uscito. Era il mio film preferito e finalmente stasera presento Crudelia De Mon al cucciolo.  

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categoria: unpodime


martedì, 11 marzo 2008

Un anno fa

C'è un treno in arrivo. E' tornato, da me.
Gira gira gira. Sempre là. E' che ci vorrebbe un bel taglio. Di quelli che zac, via via via. Tutto. Andato. Ma non sempre è possibile. Non è questione di volontà, a volte è questione di responsabilità. Farsene carico. Sarebbe più facile, molto più facile. La vita è una vendemmia.

Vendemmiare è faticoso. Ricordo la campagna, da bambino. Il contadino Renzo. Aveva grande mani tozze. Sentivo i calli, quando me la passava sul viso le volte che andavamo a trovarlo, con mio padre e mio nonno. Con la moglie e i tre figli viveva lì. In una casa non sua, lavorava una terra non sua. Ricordo un silos pieno zeppo di nocciole. Lo riempiva lui. Poi c'era il granoturco. Ma soprattutto l'uva. La "sua" ricchezza era l'uva, il vino. E li ricordo i filari di uva. E Renzo che amabilmente si preoccupava, ogni anno, del raccolto. E spiegava ai miei "vecchi" che forse sarebbe andata male, di non avere aspettative. "L'anno scorso è stato un lusso", l'avrò sentito decine di volte. E ogni anno andava meglio. Perché lui, mi disse un giorno mio nonno, ci metteva davvero l'amore in quello che faceva. Era riconoscente, con gli uomini e con la terra. Così gli uomini e la terra lo ripagavano. E prima si semina e poi si raccoglie. Anche una terra non tua.

Filari lunghi e profumati. Il percorso c'è, la strada è stata scelta e decisa. La sto organizzando un po', è ancora in salita, ma il tragitto è bello chiaro. E' sterrata e polverosa, ricorda un po' quella campagna. E ha buche, e intorno, all'orizzonte, ci son solo colline e pochissimi punti di riferimento. Ma la strada è questa. Io vado. Chi vuole venga, io vado.

"non creda che razionalmente si rivolva tutto, signora"
"vorrà mica dire che si devono seguire le sensazioni o le emozioni"
"bé, loro guidano gli uomini, il mondo"
"ma non riesco a non pensare alle conseguenze"
"certo, ma non riuscirà ad affrontare le conseguenze di una scelta ragionata"
dal neurone superstite di babboimperfetto alle ore 10:02 | Permalink | commenti (2) / commenti (2) (pop-up)
categoria: unpodime


lunedì, 10 marzo 2008

Il peso della paternità

Ho venduto la moto al quarto mese di gravidanza di mammaquasiperfetta, che volevo esser proprio sicuro che il cucciolo ci fosse davvero in quella pancia non mia. Dopo esattamente 18 anni, 8 mesi e 22 giorni di vita a due ruote ho venduto una Yamaha R1 di due anni di vita a un bresciano probabilmente incapace di sentirne il suono e apprezzarne le qualità. Ma vabbè: stava arrivando il cucciolo e io sulla moto ero pericoloso, lo ammetto. Non perché spericolato, anzi tutt’altro, ma semplicemente perché se provo piacere da una cosa tendo a trarne il massimo del godimento fino in fondo. Ergo: moto venduta. E il ricavato investito per cambiare macchina e passare a una station wagon. Della serie: voglio proteggere questa famiglia, non solo me. Ovviamente l’adrenalina della moto la scarico con altro, andando sulle derive, in mtb, sciando. Ho pure fatto qualche lancio col paracadute. E ieri i compagni di mtb mi hanno portato in cima a un monte. Una giornata strepitosa, nonostante sia stato dieci ore sotto pioggia e neve. Ieri sera, tornando, ci fermiamo su un passaggio molto bello e M. si mette sotto per farci le foto. Io parto per ultimo, dietro agli altri due. Vedendo scendere A. davanti a me scopro che due centimetri a sinistra di dove è passato lui c’è una gobba bella lineare: può venirne fuori un bel salto. Vado. Pedalo. In discesa. Veloce. Veloce. Sento il fango che schizza dietro di me. Passo tra i primi alberi, faccio una esse e riesco a beccare la gobba: salto. E riesco a star su, con la ruota avanti bella alzata e quella dietro pronta ad atterrare. Ma mi accorgo che sto andando fuori pista, verso vegetazione troppo fitta per passarci in mezzo. Spingo giù la bici ma la ruota scivola sulla pietra e mi ribalto su me stesso. Mollo tutto e mi metto a ridere, mi piace. “Cazzo che volo, sei intero?”, mi fa A. E arriva su di corsa pure M. Scorre veloce le foto sorridendo, poi impallidisce e mi fa “un altro centimetro e ti rompevi il cranio, guarda”. E mi fa vedere il display della macchina fotografica: una foto incredibile, io a testa in giù, in pieno giro della morte con la bici sopra di me e il mio casco che letteralmente sfiora un macigno di dimensioni spropositate. L’ho baciato, quel sasso. E poi con calma siamo tornati giù. E insomma, poco fa, al telefono, ricordandomi del mio primo incidente in macchina, mi è venuto da pensare che forse potrei ricomprarmi la moto.
dal neurone superstite di babboimperfetto alle ore 17:32 | Permalink | commenti (10) / commenti (10) (pop-up)
categoria: il peso della paternità


Chi sono

Blogger: babboimperfetto

Sono babboimperfetto, padre un po' impacciato a tempo pieno, giornalista per professione.

Ho un meraviglioso cucciolo e ne vorrei altri ma devo convincere quell'osso duro della madre che crede nella imminente fine del mondo e si e' da poco scoperta imprenditrice dopo aver fatto l'avvocato e la madre.

Viviamo a babyland, quartiere di soprasottocity considerato perfetto per i bambini ma a mio avviso altamente dannoso per gli adulti. Dove mamme nullafacenti si lamentano del tempo, inventandosi meravigliose storielle per sopravvivere e pargoli ululanti scorrazzano allegramente. E noi ce la divertiamo cercando di non prendere mai nulla troppo sul serio. E la cosa, a me, se posso dirlo, riesce piuttosto bene. A trentanni suonati.


perle varie

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"Sono stanco che il mio lavoro venga letto nei cessi"

"La gente leggeva Dostoevskij nei cessi"

"Ma non in una cagata sola..."

"The Big Chill"

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"Non ho sogni nel cassetto, lì dentro tengo solo le mutande"

Immanuel Kant

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"Non so le regole del gioco, senza la mia paura mi fido poco"

FdA

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