Io sono un giornalista. E questo mestiere non l’ho scelto, mi è capitato. Fortuna? Anche, sì. Tanta, sicuramente. Ma anche la volontà e la capacità di raccontare storie. Raccontare una storia che renda l’immagine di dieci, cento, mille storie. Un mio vecchio capo dell’Espresso una volta mi disse: “Non ho capito un cazzo di quello che vuoi fare ma si sa tu sai esprimerti al meglio scrivendo”. Ecco, per questo mi ritrovo a fare il giornalista. Individuo un argomento, lo vivo, studio, lo faccio mio e poi scelgo la cosa che più lo rappresenta e racconto quella riuscendo a raccontare così anche tutto il resto. L’ho fatto con tutto da Cogne alla Lega Nord, dal governo Prodi a Sarajevo. Ma anche da un paese emiliano che si chiama Novellara dove, già dieci anni fa, convivevano pacificamente comunità indiane, rom, marocchine, turche. Cristiani, musulmani, protestanti. Un paradiso dell’integrazione. E spesso in queste notizie mi ci trovavo per puro caso, mi cadevano in testa: merito della curiosità, dell’abitudine di parlare con le persone e, soprattutto, ascoltarle. Quello che sta accadendo a Roma, le aggressioni dei fascisti (e si autodefiniscono così loro, non è una mia etichetta), le manifestazioni di Forza Nuova, insomma la destra estremista che è uscita dall’ombra perché ora si sente in diritto di prendere spazio; tutto questo è argomento di conversazione. E così, parlando, scopri, tra l’altro, che le frange di estrema destra si stanno organizzando un po’ in tutta Italia, che stanno mettendo in piedi un coordinamento nazionale di “azione per la libertà dell’Italia”. Scopri da amici e conoscenti della Polizia che quelli della Digos son tutti ringalluzziti ed euforici perché “finalmente adesso possiamo fare giustizia davvero”. Scopri che la destra vuole ciò che crede le spetti: il riconoscimento della propria esistenza legittimata anche per le strade, nelle piazze, nelle università, nella cosiddetta vita civile quotidiana. Il problema è che lo fa con il vecchio metodo della violenza. A Milano, Verona, Brescia, Torino, Firenze, Pisa, Roma si stanno organizzando. E sento le voci, vedo i volti. Giorni fa Adriano Sofri scrisse che se Alemanno e il governo non affrontano seriamente le tensioni che stanno dilagando ci troveremo di fronte a un nuovo post 68. Di fatto anche i gruppi di sinistra si stanno riorganizzando, stanno affrontando il capitolo “necessità dello scontro fisico” e guardandosi intorno si sono accorti che nelle loro file ci sono tanti giovani intellettuali, capaci parlatori, volenterosi “compagni” capaci di attaccare manifesti, fare volantinaggi e cambiare le corone alle lapidi dei caduti nelle varie guerre ma non c’è più neanche l’ombra dei picchiatori. Tanto ideologi, poco fisici. So che alla Statale a Milano, lettere e scienze politiche per ora, è partito il “reclutamento” di possibili “compagni combattenti”. Io oggi ho 33 anni, un figlio, una casa in città, una in montagna e una in affitto al mare. Sono un borghese anormale per alcuni, per altri un fighetta finto radical-chic. Ma questa storia devo raccontarla, e devo raccontarla nell’unico modo che conosco: dal dì dentro. Di botte credevo di averne già prese e date abbastanza, a quanto pare devo rimetterle in conto. E domani mattina parto, ho già preso un po’ di contatti, leciti e meno leciti. Vado a Roma, passando per prima per Verona e Pisa, dove c’è il cuore della destra militare istituzionalizzata: gli allievi della scuola per paracadutisti,
Nel 1991, mentre era in corso la prima guerra in Iraq, ho fatto una profezia: un giorno a Baghdad sarebbe nato un parco giochi Disneyland. La mia era una battuta ironica sull'imperialismo statunitense, ma 17 anni dopo la mia previsione si sta realizzando. La società statunitense che ha costruito il primo Disneyland ha annunciato il progetto di un nuovo zoo e parco divertimenti nella capitale irachena. Se gli operai sopravvivranno alle bombe e al fuoco dei cecchini, il primo settore sarà inaugurato quest'anno. Non condivido l'idea di costruire un monumento al divertimento in una zona di guerra, ma questa notizia è una metafora ottima di quello che dovresti fare per la tua vita personale. Non sei ancora in grado di mettere fine a un conflitto che dura da tempo, ma cerca d'introdurre lo spirito del gioco nelle tue azioni.
Mi piace camminare per Milano, spostarmi con le mie gambe. Ma ieri pioveva e così mi sono infilato in metropolitana. Da Porta Venezia al Duomo. Ore 17 circa. Vagone mediamente affollato. Accanto a me, in piedi, ci sono due ragazze di 13, 14 anni al massimo. Una parla al telefonino.
“Hai deciso allora, ci vediamo, vuoi?”
“mh, capisco. Però sono due settimane che ti aspetto”
“ah, visto che non decidi se vuoi stare con me….”
“no, no niente fretta è che io mi vedo un altro….”
“no no cioè devo, devo vedermi con un altro; sto andando ora…”
“ah, ma se tu vuoi…”
Davanti a me c’è un ragazzo di 18 anni, o giù di lì. Un lavoratore, immagino. Ha pantaloni con macchie di vernice, capelli arruffati, sguardo stanco e spento. In mano cellulare e pacchetto di Marlboro. Ascoltando la telefonata della 13enne ci siamo guardati, sorridendo. E così mi sono lasciato sfuggire un:
“Cazzo, 13 anni e già troie”
E lui, serio, mi ha risposto:
“Per questo noi le mettiamo a giro”.
E poi venite a dire che è colpa dei giornali e dei giornalisti.
Ieri notte ho sognato di essere su un'isola insieme alla meravigliosa creatura e a mammaquasiperfetta: parlavano e scherzano. A un certo punto è saltato fuori il mago Zurlì sui pattini e ha cominciato a canticchiarmi: "Che ne sarà di te, chi lo sa, chi lo sa". Stanotte ho sognato di essere in un villaggio turistico insieme a mammaquasiperfetta e a un'altra donna (che non avevo mai visto prima). Anche qui le due parlavano e scherzavano. A un certo punto è saltata fuori la Estrada e ha cominciato a cantarmi: "Scegli quel che vuoi ma scegli, scegli quel che vuoi ma scegli". Poi è apparsa la mia cameriera, incazzata perché è un mese che aspetta il ferro da stiro nuovo. E io le dicevo: ma non è vero, ce l'hai bellissimo. E mi ritrovavo a stirare davanti a lei, mammaquasiperfetta, la meravigliosa creatura e la donna ancora mai vista prima. Che mi senta un po' in balia del fu gentilsesso?
ps: a questo blog sono arrivati venti contatti circa attraverso fridge.splinder.com Io non riesco a vedere fridge.splinder.com Sicuramente sarà gestito da una donna ;)
In Farewell to the gold il cantante folk Nic Jones racconta la storia di un cercatore d'oro deluso. Avendo trovato solo pochi granelli del prezioso metallo dopo ben due anni di ricerche, lo sfortunato rinuncia: "Addio all'oro / che non ho mai trovato. / Addio alle pepite / che da qualche parte abbondano. / Perché è solo nei sogni /che le vedo brillare / laggiù nella terra scura". Se leggo bene i presagi astrali, Sagittario, anche per te è ora di dire addio a una ricerca che non ha ingranato. Lo so, è triste. Ma prevedo un lieto fine: entro un mese da quando ti sarai arreso, comincerai una nuova ricerca con maggiori probabilità di successo.
Sì, credo di essere pronto. Le mie gambe ci sono e la situazione è serena, posso partire in pace. Non rimane che preparare lo zaino, sistemare la bici e andare. Venerdì sera prossima potrei essere qui. Tre giorni con altri due pazzi, tenda e bici. Ci sto pensando seriamente.