A riequilibrare i piatti della bilancia, che sembrava immeritevolmente spostata a sfavore della sempregentilsuocera e consorte, ci ha pensato la mamma di babboimperfetto, lunaticnonna del cucciolo. Le è bastata una semplice telefonata, quando si dice che il genio può tutto.
I lunaticnonni sono stati lasciati da babboimperfetto ad adeguata distanza di sicurezza e, con gli anni, hanno imparato, a suon di parole dolcissime che ogni madre adora sentire dal figlio (e solo recentemente sdoganate dalla sfera affettiva da Grillo), delle semplicissime ma necessarie regole. Una su tutte: risparmiare i moti d’amore incontrollato per se stessi (in altre parole tenere a freno lo spiccato senso di rompere i coglioni). Così la babboimperfettofamily vive benissimo. Gli incontri con i lunaticnonni (ma anche con sempregentilsuocera e consorte) sono pianificati e decisi con ampio anticipo, così come le cene, le visite, i giorni al mare e/o montagna. Salvo eventi eccezionali, tipo febbri e cameriereinfami. Se non interpellati, i quattro nonni si trattengono dal consigliare, suggerire, intervenire, disquisire, spaccare. Ottimi risultati dunque, raggiunti con anni di sacrifici e lotte intestine. Con sapiente e durissima opera dialettica e diplomatica. Una lotta condotta sul filo dei nervi e dei confini con scontri a volte duri. Una serenità dunque conquistata a fatica ma meritata e pienamente goduta. Fino a stamani.
Il dramma si è consumato alle 8.12 di sabato mattina 22 settembre 2007. La babboimperfettofamily immersa nel sonno più profondo e dolce della settimana, coccolati dal buio e da quelle rassicuranti strisce di sole che filtrano dalle persiane e ti fanno godere pensando “fanculo sole, oggi non mi dici ‘è tardi’”. E ti rigiri dall’altra parte ghignando soddisfatto. Alle 8.12 squilla il telefono. Il telefono di casa. Porca troia. Devi alzarti. Ma aspetti che lo faccia qualcun altro. Ma sai che non lo farà nessun altro. Devi alzarti. Perché altrimenti si sveglia il cucciolo, quindi non puoi lasciarlo suonare. E lui suona, cazzo se suona. Nel tragitto ti ricordi di quello spezzone di Amici Miei atto I, quando il barista Necchi risponde di notte con un: “Vaffanculo chiunque tu sia”. E vorresti usarla ma non riesci: alzi la cornetta e non hai modo di dire nulla. E non dirò mai nulla.
La lunaticnonna ha una voce felice ed entusiasta e non vede l’ora di sprecarne un po’:
“Io e lunaticnonno siamo con degli amici per il week end in unpaesetroppovicinissimoavoi così ieri sera abbiamo pensato di venirvi a trovare e stiamo venendo da voi, sei contento? Devo raccontarti un sacco di cose… tra poco arriviamo”. Ho guardato la cornetta stupito. L’ho messa giù. Mi sono lavato e sono scappato al lavoro.
Cinque minuti fa sms della mamma del cucciolo: “Tuo padre gioca col cucciolo a lego e ridono come matti, tua madre ha insistito per andare a prendere da mangiare in gastronomia, io sono ancora a letto. Finalmente riuscirò a finire questo libro. Amore mio, una cosa soltanto: torna il prima possibile altrimenti i tuoi la prossima volta rimangono in strada”.