Babbo Imperfetto

sopravvivere felici tra cacche e biberon
venerdì, 29 febbraio 2008

la prepotenza del domani

Giornata prepotente, quella di oggi. Che già si affacciava ieri sera, quasi volesse arrivare in anticipo. E io non so proprio aspettare, faccio fatica ma resisto, a volte. E ieri ero lì col telefonino in mano a pensare: cristo 14 ore sono un’eternità. Ma vabbé, andate. E con loro altre. Io aspetto bello sereno, tra sogno e realtà. Alle una ero a nanna con una bella sveglia puntata sulla nove. Ma la giornata è prepotente, oggi. Alle quattro la ziaprofe telefona terrorizzata: troppi rumori, non riesce a dormire, ha paura. Vado a prelevarla, bestemmiando lo stronzo che dopo tre anni di convivenza l’ha mollata in un pian terreno del cazzo con mutuo variabile a 20 anni. E penso che sì, non è un caso se gli uomini poi son considerati delle merde. Spesso lo siamo davvero. O meglio, vigliacchi ecco, vigliacchi. Comunque alle quattro e 30 riconquisto il letto. E l’unico pensiero che mi ha strappato un sorriso è stato: Bé, manca poco per quelle 14 ore. La ziaprofe ci ha svegliato portandoci la colazione a letto. Carina sì, ma cristo non erano neanche le otto. Per la prima volta in due anni il cucciolo stamani era all’asilo alle nove: e dalle dieci alle 16 ho avuto soltanto venti minuti liberi dal lavoro. Venti minuti rovinati da “spie russe”. Sì, sì: spie russe; che mi hanno privato il piacere di una cosa che aspettavo ormai da ben più di 14 ore. Ma il pensiero rimane dolce e lo sguardo sorride ancora. Almeno fino a stasera perché dieci minuti fa i lunaticnonni hanno annunciato una loro visita. “Passiamo da lì per caso”, subdolamente infami. Ma più la scoperta di avere i miei in visita per tre giorni (“abbiamo prenotato il solito albergo, domani ci vediamo qualche ora?”, m’ha fatto mamma di babboimperfetto), mi ha sconvolto la reazione assolutamente serafica e soave, dunque per questo sconvolgente, di mammaquasiperfetta all’annunciazione dell’arrivo dei lunaticnonni. Con piglio deciso e schifosamente naturale mi ha lasciato senza fiato con sole dieci parole: “Non si discute, stasera vengono a cena da noi. Cucino io”. Ecco, il problema ora è quel “cucino io”.  Che giornata prepotente...
dal neurone superstite di babboimperfetto alle ore 16:14 | Permalink | commenti (9) / commenti (9) (pop-up)
categoria: week end, la mamma del cucciolo, lunaticnonni, ziaprofe


sabato, 22 settembre 2007

I lunaticnonni

A riequilibrare i piatti della bilancia, che sembrava immeritevolmente spostata a sfavore della sempregentilsuocera e consorte, ci ha pensato la mamma di babboimperfetto, lunaticnonna del cucciolo. Le è bastata una semplice telefonata, quando si dice che il genio può tutto.

 

I lunaticnonni sono stati lasciati da babboimperfetto ad adeguata distanza di sicurezza e, con gli anni, hanno imparato, a suon di parole dolcissime che ogni madre adora sentire dal figlio (e solo recentemente sdoganate dalla sfera affettiva da Grillo), delle semplicissime ma necessarie regole. Una su tutte: risparmiare i moti d’amore incontrollato per se stessi (in altre parole tenere a freno lo spiccato senso di rompere i coglioni). Così la babboimperfettofamily vive benissimo. Gli incontri con i lunaticnonni (ma anche con sempregentilsuocera e consorte) sono pianificati e decisi con ampio anticipo, così come le cene, le visite, i giorni al mare e/o montagna. Salvo eventi eccezionali, tipo febbri e cameriereinfami. Se non interpellati, i quattro nonni si trattengono dal consigliare, suggerire, intervenire, disquisire, spaccare. Ottimi risultati dunque, raggiunti con anni di sacrifici e lotte intestine. Con sapiente e durissima opera dialettica e diplomatica. Una lotta condotta sul filo dei nervi e dei confini con scontri a volte duri. Una serenità dunque conquistata a fatica ma meritata e pienamente goduta. Fino a stamani.

 

Il dramma si è consumato alle 8.12 di sabato mattina 22 settembre 2007. La babboimperfettofamily immersa nel sonno più profondo e dolce della settimana, coccolati dal buio e da quelle rassicuranti strisce di sole che filtrano dalle persiane e ti fanno godere pensando “fanculo sole, oggi non mi dici ‘è tardi’”. E ti rigiri dall’altra parte ghignando soddisfatto. Alle 8.12 squilla il telefono. Il telefono di casa. Porca troia. Devi alzarti. Ma aspetti che lo faccia qualcun altro. Ma sai che non lo farà nessun altro. Devi alzarti. Perché altrimenti si sveglia il cucciolo, quindi non puoi lasciarlo suonare. E lui suona, cazzo se suona. Nel tragitto ti ricordi di quello spezzone di Amici Miei atto I, quando il barista Necchi risponde di notte con un: “Vaffanculo chiunque tu sia”. E vorresti usarla ma non riesci: alzi la cornetta e non hai modo di dire nulla. E non dirò mai nulla.

 

La lunaticnonna ha una voce felice ed entusiasta e non vede l’ora di sprecarne un po’:

Io e lunaticnonno siamo con degli amici per il week end in unpaesetroppovicinissimoavoi così ieri sera abbiamo pensato di venirvi a trovare e stiamo venendo da voi, sei contento? Devo raccontarti un sacco di cose… tra poco arriviamo”. Ho guardato la cornetta stupito. L’ho messa giù. Mi sono lavato e sono scappato al lavoro.

 

Cinque minuti fa sms della mamma del cucciolo: “Tuo padre gioca col cucciolo a lego e ridono come matti, tua madre ha insistito per andare a prendere da mangiare in gastronomia, io sono ancora a letto. Finalmente riuscirò a finire questo libro. Amore mio, una cosa soltanto: torna il prima possibile altrimenti i tuoi la prossima volta rimangono in strada”.  

dal neurone superstite di babboimperfetto alle ore 11:45 | Permalink | commenti (7) / commenti (7) (pop-up)
categoria: week end, unpodime, lunaticnonni, sempregentilsuocera


Chi sono

Blogger: babboimperfetto

Sono babboimperfetto, padre un po' impacciato a tempo pieno, giornalista per professione.

Ho un meraviglioso cucciolo e ne vorrei altri ma devo convincere quell'osso duro della madre che crede nella imminente fine del mondo e si e' da poco scoperta imprenditrice dopo aver fatto l'avvocato e la madre.

Viviamo a babyland, quartiere di soprasottocity considerato perfetto per i bambini ma a mio avviso altamente dannoso per gli adulti. Dove mamme nullafacenti si lamentano del tempo, inventandosi meravigliose storielle per sopravvivere e pargoli ululanti scorrazzano allegramente. E noi ce la divertiamo cercando di non prendere mai nulla troppo sul serio. E la cosa, a me, se posso dirlo, riesce piuttosto bene. A trentanni suonati.


perle varie

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"Sono stanco che il mio lavoro venga letto nei cessi"

"La gente leggeva Dostoevskij nei cessi"

"Ma non in una cagata sola..."

"The Big Chill"

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"Non ho sogni nel cassetto, lì dentro tengo solo le mutande"

Immanuel Kant

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"Non so le regole del gioco, senza la mia paura mi fido poco"

FdA

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